Salvatore Criniti, Rete dei Familiari dei Dispersi dell'Oria.

Cerimonia al Monumento ai Caduti dell’Oria. Intervento di Salvatore Criniti per la Rete dei Familiari dei Dispersi dell’Oria

Salvatore Criniti, nel suo discorso durante la cerimonia al Monumento in Grecia, ha saputo esprimere il sentimento delle Famiglie dei Dispersi e ha commosso i presenti.

Buongiorno a tutti, a nome della Rete dei Famigliari dei Dispersi del Naufragio del Piroscafo Oria porgo i miei più cari saluti e i più sentiti ringraziamenti alle cariche civili, religiose e militari qui presenti; in particolar modo all’Ambasciatore d’Italia Luigi Efisio Marras e al vice governatore dell’Attica orientale Petros Filippou (Presidente della Repubblica ?).

Mi presento, sono Salvatore Criniti, uno degli oltre 1000 membri della nostra Rete. Nel naufragio dell’Oria fu coinvolto il fratello di mio nonno materno, Tenti Cesare, di cui mia mamma porta il nome.

Cari amici, perché dopo 75 anni siamo qui, oggi, tutti noi ad onorare la memoria di questi 4200 ragazzi? La risposta è tanto semplice che potrebbe risultare banale: per curare una ferita del nostro cuore. Le nostre famiglie portano ancora i segni di questo dolore, di questo silenzio assordante, di questa parola…”dispersi”.

Il dolore non ha colore, non ha religione, non ha razza, non ha nazionalità. Ed è per questo che qui, oggi, tutti noi, ci stringiamo al dolore di tutte le famiglie coinvolte. Sull’Oria non vi erano soltanto i nostri 4000 connazionali italiani. Vi erano anche 21 marinai greci, di cui abbiamo qui, oggi i discendenti. Vi erano anche membri della guarnigione tedesca e forse anche personale norvegese. E chissà di quale altre nazionalità, che ad oggi non conosciamo. Noi, qui, oggi vogliamo ricordare tutti loro e il dolore delle loro famiglie che è uguale al nostro.
Non è giusto che le colpe dei padri ricadano sui figli. Dobbiamo interrompere la spirale d’odio.

Erano tutti uomini, ragazzi con dei sogni, con dei progetti, con delle famiglie, con una vita da realizzare: questo mare li ha inghiottiti, a causa di una guerra che ha portato con sé distruzione, morte, dolore.

Quel dolore che solo il balsamo della memoria può lenire. Quel dolore che possiamo curare soltanto insieme, senza divisioni, senza differenze, senza più guerre.

Ed ecco perché da qui, oggi, si leva alto il nostro NO alle divisioni, NO all’indifferenza, NO alla guerra. Per noi, le differenze sono una ricchezza. Un bene da preservare.

Mai più un altro Oria: solo così avremo davvero onorato la memoria di tutti questi ragazzi.

Ci piace ricordare i nostri cari con un vero e proprio motto, che ci accompagna dall’inizio della nostra avventura. Oggi più che mai lo sentiamo nostro, grazie a chi ci ha permesso di scoprire questa tragedia.

A TUTTI i dispersi dell’Oria e alle loro famiglie, noi, oggi, qui, diciamo:

DISPERSI SI’, DIMENTICATI MAI

“HAMENI NE, ALA OHI XEHASMENI

“VERMISST, ABER NIE VERGESSEN